Heath Ledger, un Oscar annunciato e quanto mai meritato

joker-pp

Mai come quest’anno la categoria Miglior Attore non Protagonista ha destato pochissimo interesse tra addetti ai lavori e curiosi: Heath Ledger avrebbe potuto essere l’unico candidato, o avrebbe potuto avere centinaia di “avversari”, ma l’Oscar lo avrebbe vinto comunque. E non è perché è scomparso, e non è perché intorno alla sua morte sono state fatte migliaia di illazioni, e non è nemmeno perché morendo com’è morto è diventato un mito suo malgrado. Il “suo” Joker, quello de “Il Cavaliere Oscuro”, non ha uguali, ecco perché Heath Ledger ha vinto l’Oscar. Se fosse stato seduto in prima fila al Kodak Theatre, schivo e poco incline alla mondanità, si sarebbe sorpreso lui stesso della vittoria dell’Academy. Ma la sua bravura e intensità nell’interpretare un malvagio così complesso e “brutto, sporco e cattivo”, senza tuttavia renderlo antipatico al pubblico, lo hanno reso vincitore dell’Oscar prima ancora che l’Academy prendesse in considerazione la sua candidatura, postuma. Secondo Oscar postumo su sei candidati: il primo oltre 30 anni fa, quasi se ne è persa la memoria. Questo resterà nella storia! Heath Ledger ha superato di gran lunga tutti i suoi predecessori, che si sono messi alla prova con lo stesso personaggio, che lui ha saputo rendere unico. Il suo carisma ha offuscato il ruolo da protagonista de “Il cavaliere oscuro”, quel Batman di Christian Bale che, pur bravo, sparisce di fronte al vestito frusto e sporco di Joker. Nemmeno il bello e politicamente corretto Harvey Dent/Aaron Eckhart è stato capace di ottenere quanto ha ottenuto Ledger, che pur senza volerlo ha messo tanto di sé nel suo Joker (o forse è stato il Joker a entrare profondamente in lui), da superare in bravura anche un mostro sacro come Jack Nicholson, ultimo in ordine di tempo, prima del vero cavaliere oscuro Ledger, a vestire i panni del pagliaccio maledetto.

Bianca Baraldi (che poi sarei io…)

http://www.ecodelcinema.com/heath-ledger-un-oscar-annunciato-e-quanto-mai-meritato.htm

Annunci
Published in: on febbraio 23, 2009 at 7:25 pm  Lascia un commento  

Ex

 

ex

Commistione di elementi: un modo di dire prettamente cinematografico piuttosto inflazionato negli ultimi tempi, non sempre utilizzato in maniera adatta. Nel caso di “Ex”, terzo film da regista di Fausto Brizzi, è giusto parlare di elementi (e non di generi), narrativi ed umani, perché questa commedia corale in cui si intrecciano le vicende amorose di una serie di personaggi racconta storie e sentimenti completamente diversi gli uni dagli altri, accorpati da un denominatore comune che, naturalmente, è l’amore. Difficile raccontare la trama, vista la varietà di situazioni che si snodano nei 120 minuti di pellicola: basti dire che si tratta del racconto di una serie di amori iniziati, scoppiati ed a volte ricomposti, che si svolge da Natale a S. Valentino, giorno dell’amore per eccellenza, in cui tutto si risolve, in un modo o nell’altro. Dalla separazine in stile “Guerra dei Roses” fra Luca e Loredana, interpretati da Silvio Orlando e Carla Signoris, all’incontro fra Elisa ed il suo vecchio amore “10 e lode” Lorenzo, che nel frattempo è diventato Don Lorenzo, e che dovrebbe, in teoria, celebrare il matrimonio fra la ragazza ed il suo nuovo fidanzato, Corrado (Gianmarco Tognazzi). Attorno a loro le storie tragicomiche di Paolo (Fabio De Luigi) e Davide (Alessandro Gassman), rispettivamente fidanzato in carica ed ex di Monique (Cécile Cassel), per la quale ingaggeranno una lotta senza confini, o quella intercontinentale fra Giulia (Cristiana Capotondi) e Marc (Malik Zidi); per non parlare dell’improbabile coppia sull’orlo della separazione costituita da Salemme e dalla Brilli, o della vita da gaudente di Sergio (Claudio Bisio), cinquantenne “felicemente” divorziato da Michela (Elena Sofia Ricci), che all’improvviso si trova a dover affrontare un rapporto intimo con le figlie adolescenti. Sotto l’aspetto della regia, bisogna ammettere che Fausto Brizzi è decissmente migliorato: non che prima non fosse in grado di dirigere un film, ma dopo sole tre esperienze si nota quanto la sua tecnica si sia affinata, rendendo più che gradevole la visione del film. Anche per quanto riguarda la scelta del cast, e l’interpretazione dei vari attori impegnati nella pellicola, tanto di cappello. Complimenti in particolare a Claudio Bisio, che ha girato “in contropiede”, ossia fuori dai suoi schemi consueti di mattatore comico. E’ infatti più profondo e complesso di quanto si possa immaginare il suo Sergio, psicologo e professore universitario tutt’altro che maturo che, per cause di forza maggiore, è costretto a crescere e prendere coscienza di quella che è la sua vita attuale e di quanto abbia lasciato dietro di sé. E per un Silvio Orlando che torna a far ridere, c’è anche una Carla Signoris che rappresenta, a modesto parere, la vera perla della pellicola: divertente e allo stesso tempo profonda, ironica anche nelle situazioni più “drammatiche”, leggera e complessa. Ricco di citazioni, il film ha forse un’unica pecca: nel tentativo di ispirarsi alle commedie internazionali come “Love Actually”, il pur divertente ed emozionante “Ex” sembra esserne in troppi momenti una sorta di “remake italiano”, avendone mutuato non solo la struttura ma anche alcuni elementi narrativi chiaramente “presi a prestito” dalla pellicola di Richard Curtis. 

 

Daria Ciotti

 

(http://www.ecodelcinema.com/ex—recensione.htm)

Published in: on febbraio 6, 2009 at 10:20 am  Lascia un commento