Omaggio a Q.

Quentin Tarantino in \

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Published in: on giugno 30, 2008 at 11:10 pm  Comments (1)  

Kill Bill Vol. II

Beatrix e Bill nella scena del duello finale in Kill Bill Vol. II

 

“Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti. Soprattutto di quelli sui supereroi. Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante.

Prendi il mio supereroe preferito, Superman. Non un grandissimo fumetto, la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia, la filosofia non è soltanto eccelsa…è unica. […]

Dunque l’elemento fondamentale della filosofia dei super-eroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego.

Batman è di fatto Bruce Wayne, l’Uomo Ragno è di fatto Peter Parker.

Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l’Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere.

Superman non diventa Superman, Superman è nato Superman.

Quando Superman si sveglia al mattino, è Superman. Il suo alter ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande “S” rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l’abito da lavoro, quello è il suo costume. E’ il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi.

Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E’ debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco.

Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana, più o meno come Beatrix Kiddo è la moglie di Tommy Plympton.

Tu avresti indossato il costume di Arlene Plympton, ma tu sei nata Beatrix Kiddo, e ogni mattina al tuo risveglio saresti stata Beatrix Kiddo”.

 

E non potevo non iniziare con questo monologo, il monologo sui supereroi di Bill, in Kill Bill Vol. II, ad un’attonita e incazzata Beatrix Black Mamba The Bride, con un dardo intriso di “siero della verità” nella coscia e una spada di Hattori Hanzo in attesa di essere utilizzata nel duello finale contro Bill, mentore e amante una volta, nemico giurato dal momento in cui le ha sparato una pallottola in testa, spedendola in coma per cinque lunghi anni, impedendole di stare insieme alla figlia, B.B., costringendola a compilare una lunga “lista di morte” e ad attraversare mezzo mondo per vendicarsi di coloro che l’hanno ridotta all’impotenza per così tanto tempo.

Per molti un film come questo non ha morale, non ha senso, non ha storia, è violenza e basta. Ma non è così. La genialità di Quentin Tarantino sta nel riuscire a mandare un messaggio, una morale, anche attraverso combattimenti all’ultimo sangue. Una morale molto semplice, ma diretta: mai far incazzare una donna!

Published in: on giugno 3, 2008 at 7:50 pm  Comments (1)